24/10/2008

Ci hanno espropriato l'acqua

/Il Parlamento Italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge
numero 112 del ministro//Tremonti che nel comma 1 afferma che la
gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle //regole
dell’economia capitalistica. Così il governo Berlusconi, con l’assenso
dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i
quali l’acqua è una merce. Siamo alla totale degenerazione morale! Dopo
questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti
amici, con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto
Mondiale dell’ acqua , con i nostri Parlamentari e primo tra tutti
Angelo Bonelli che fece approvare lo scorso anno la moratoria in
Parlamento, constatare che a nulla è servito perché comunque vince
sempre la logica capitalistica, fa male. Come giustamente fanno notare
Lembo e Petrella del Contratto Mondiale sull’acqua, il decreto modifica
la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I
Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali
responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di
beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro
primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più
elevati nell’interesse delle finanze comunali . Ci stiamo facendo a
pezzi anche la nostra costituzione! /

/Dall’Acqua dipende la tutela dell’Ambiente, la conservazione della
Biodiversità, la qualità della Vita, il tipo ed il modello di sviluppo,
l’Agricoltura ed ogni altra produzione ed attività umana. Appare
evidente quanto sia categoricamente necessario il totale controllo di
tale risorsa da parte del Pubblico, e l’assoluta non delegabilità ad
interessi.I poteri che si stanno attivando nel mondo per il controllo
dell’Acqua, delle fonti di approvvigionamento e delle reti di
distribuzione, le inimmaginabili risorse finanziarie che si stanno
investendo, le catastrofi ambientali ed umane che si stanno creando, ma
anche le lotte popolari, democratiche e di base per la salvaguardia, per
la tutela e la utilizzazione territoriale del Bene esprimono fino in
fondo quanta rilevanza abbia la questione in discussione e le scelte che
vengono fatte. /

/Oggi l'acqua per continuare a dare la vita deve essere 'governata',
deve essere protetta e tutelata come un bene di tutti e per tutti e
questo e' uno dei compiti delle istituzioni che attraverso l'attivita'
autorizzativa , di controllo e programmazione regola l'utilizzo delle
acque al fine di assicurarne l'uso sostenibile con la priorita' dell'
uso potabile e tutela le acque dall' inquinamento derivante dalle
attivita' umane. Vogliono indurre nel cittadino la percezione
dell’affidamento a privati della gestione della risorsa idrica come
l’unica soluzione in grado di assicurare riduzione degli sprechi,
qualità del servizio, manutenzione delle reti idriche, e aumento degli
investimenti. /

/Ciò chiaramente non è vero, per come dimostrato da alcune realtà, come
quella del delta ferrarese, in cui è stata la gestione pubblica a
risanare e ottimizzare. Abbiamo scelto il modello di gestione pubblica,
sforzandoci di motivare questa scelta in un dialogo costante coi
cittadini, che potesse indurre un cambiamento culturale in questi
ultimi. Il cittadino è semplice ma non è né cieco né stupido. Il modello
che auspichiamo è quello prospettato dalla proposta di legge di
iniziativa popolare e ci aspettiamo che a questo modello, al di là delle
enunciazioni di principio, si contrappongano eventualmente modelli
alternativi chiari nelle modalità di realizzazione e di gestione . /

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/Daniela Caprino /

/Consigliera Nazionale Verdi /

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